Vaccini, autismo e complotti

autismo

Ho ricevuto privatamente una email in cui mi si pongono alcune domande su un argomento che non è, strettamente parlando, religioso ma che mi sta molto a cuore. Per questo ho deciso di rispondere pubblicamente.

Caro p. Daniele,
per puro caso, mi sono trovato a leggere alcuni suoi interventi in una discussione su un noto Social Network, sull’argomento “autismo & vaccini”. A quanto ho inteso, Lei ha una certa conoscenza dell’argomento, anche per motivi personali, le chiederei quindi di rispondere ad alcune domande.
1) Esiste una posizione ufficiale della Chiesa riguardo ai vaccini?
2) E’ vero che c’è in corso una sorta di “epidemia” di autismo?
3) Ci sono dati certi sulla correlazione tra vaccini e autismo?
4) Cosa pensa della recente legge che rende quasi obbligatorio vaccinare i propri figli?

La ringrazio anticipatamente.
G. A.

Ringrazio innanzitutto della fiducia per queste domande. Posso dire di essere pienamente competente per la prima, che riguarda la dottrina della Chiesa. Per le altre domande la mia competenza è dovuta a fatti personali: sono padre di una bambina autistica e soprattutto per questa ragione conosco molti bambini autistici, con la loro storia clinica e le loro famiglie. Conosco anche, per ragioni che sarebbe troppo lungo spiegare, molti autistici adulti. Questi fatti mi hanno portato ad approfondire la questione partendo dalle basi, ovvero dei manuali di psichiatria e dei testi generalmente in uso nelle nostre università.
E’ inutile dire che essere genitori di un bambino autistico non è mai una passeggiata, e per questa ragione molti genitori sono stati portati a credere a vari venditori di fumo che offrivano cure miracolose.

Vengo però alle domande, senza dilungarmi ulteriormente.

1) Esiste una posizione ufficiale della Chiesa riguardo ai vaccini?

Ovviamente no, per il semplice motivo che i vaccini non sono argomento di fede o di morale. Qualunque chierico che parli dei vaccini lo fa a titolo personale, che sia favorevole o contrario. Ciò che fa la differenza è quindi la competenza specifica sull’argomento, senza la quale è inutile esprimere opinioni.
Alcuni hanno provato a far diventare quello dei vaccini un problema morale, diffondendo la notizia che i vaccini sarebbero prodotti utilizzando materiale cellulare umano proveniente da feti abortiti. Questa notizia è però falsa, quindi il problema morale non sussiste.

2) E’ vero che c’è in corso una sorta di “epidemia” di autismo?

No, non è vero. E’ vero il fatto che è cambiato il modo di diagnosticare l’autismo. Un tempo per autistico si intendeva un bambino totalmente chiuso, spesso incapace di parlare. Oggi non si parla più di “autismo” ma di “spettro autistico”, ovvero di un insieme di disturbi che compaiono in modalità diverse. E’ un errore, ad esempio, dire che “per colpa dei vaccini un bambino su cento diventa autistico”. In realtà un bambino su cento rientra (con o senza vaccini) in questo spettro che raccoglie in sé un po’ di tutto, dal bambino “assente” e che magari non riesce neppure a parlare (molto raro) a quello semplicemente “strano” ma sostanzialmente normale quanto ad abilità.
Cerco di spiegarmi meglio: se è vero che un bambino su cento è autistico, è anche vero che questi bambini autistici non sono affatto tutti uguali, e i casi di bambini gravi sono assai rari, mentre sono assai frequenti i bambini con autismo lieve o addirittura a livello subclinico (cioè senza la necessità di una vera e propria terapia).
A questo bisogna aggiungere che un tempo avere un figlio autistico era quasi considerato una vergogna, così non abbiamo assolutamente alcuna certezza di quale fosse la reale incidenza del disturbo autistico un secolo fa. Certamente non era molto lontana da quella di oggi.

3) Ci sono dati certi sulla correlazione tra vaccini e autismo?

Un dato assolutamente certo effettivamente c’è: non esiste alcuna correlazione tra i vaccini e il disturbo autistico. Questo è oggi sostenuto dalla stragrande maggioranza dei medici e chi dice il contrario nel migliore dei casi è un incompetente, nel peggiore è purtroppo uno speculatore che ha trovato il modo di guadagnare sulla disperazione dei genitori.
La teoria secondo la quale l’autismo sarebbe provocato da un vaccino la dobbiamo soprattutto a un vero e proprio criminale, Andrew Wakefield, che nel 1998 falsificò una ricerca medica per dimostrare questo. Non sto a dilungarmi su questo personaggio. Dirò solo che molti genitori disperati hanno dilapidato il loro patrimonio, per colpa sua, nella speranza di una guarigione che non c’è mai stata.

4) Cosa pensa della recente legge che rende quasi obbligatorio vaccinare i propri figli?

Molti credono che malattie come il morbillo siano innocue, in realtà il morbillo decreta la morte di un ammalato su mille. Per intenderci, nell’ultimo anno in Italia ci sono stati circa 1700 casi di morbillo e sono morti due bambini. In Romania, dove la psicosi antivaccinista è ben peggiore che da noi, ci sono stati 31 morti per morbillo, tutti bambini. Per questa ragione comprendo i motivi che hanno spinto verso questa legge, ma non la condivido, perché essa ha dato nuovo vigore agli pseudo-scienziati e ai complottisti di ogni risma.

Concludendo

Mi sembra utile dare alcuni riferimenti per approfondire il problema. Prima di tutto qualche libro:

  • Uta Frith, L’autismo. Spiegazione di un enigma, Milano, Laterza, 2009
    E’ probabilmente il miglior testo a disposizione.
  • Temple Grandin, Pensare in immagini. E altre testimonianze della mia vita di autistica, Erickson, 2006
    L’autrice è autistica e ha insegnato per molti anni zootecnologia nella Università del Colorado.
  • Donna Williams, Nessuno in nessun luogo. La straordinaria autobiografia di una ragazza autistica, Armando, 2013
    Anche Donna Williams è autistica. Artista e poetessa.

Poi due film:

  • Adam di Max Mayer del 2009. La vita di un giovane ricercatore affetto dalla Sindrome di Asperger, una delle varianti dello spetto autistico.
  • Temple Grandin. Una donna straordinaria. Film per la televisione girato da Mick Jackson e trasmesso nel 2010

 

Vi lascio con un piccolo video:


AVVERTENZA:
Sia chiaro che non ho tempo da perdere con chi sostiene teorie del tipo vaccini / scie chimiche / rettiliani / ecc.
Evitate dunque di postare roba del genere nei commenti, perché tanto non sarà pubblicata.

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Sulla festa dei Santi Pietro e Paolo

“Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente”, dice Pietro. E Cristo è il fondamento della Chiesa, ci insegna Paolo. E “nessuno può porre un fondamento diverso”.
Noi siamo chiamati così a professare la fede di Pietro e Paolo: la fede nel Cristo, Figlio del Dio Vivente e fondamento su cui è edificata la Chiesa.

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Quella dei Santi Protocorifei degli Apostoli Pietro e Paolo è una delle feste più importanti del menologhion. Ce ne rendiamo conto se consideriamo innanzitutto che questa festa è preceduta da un  periodo di digiuno. Ci sono solo altre tre feste precedute da un digiuno simile: la Pasqua, la Natività e la Dormizione. Così, già da questo, possiamo vedere che questo giorno, pur non rientrando nel gruppo delle dodici Grandi Feste del Dodecaorto, ha una sua importanza. Infatti il “Digiuno degli Apostoli” è molto antico.

Pietro e Paolo furono diversi sotto molti aspetti.

Pietro, il cui nome originale era Simone, non aveva una grande istruzione, e faceva il pescatore. Fu forse discepolo di San Giovanni Battista insieme a suo fratello Andrea, e fu posto dal Signore a capo del collegio apostolico. Fu il Signore stesso a mutare il suo nome in Kefà, che in aramaico significa “pietra” da cui viene il nome greco con cui lo chiamiamo ancora oggi. Questo soprannome ha fatto nascere purtroppo una incomprensione. Gesù dice infatti: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”. Alcuni hanno pensato che qui il Signore si riferisse proprio alla persona di Simon Pietro, ma la pietra di cui parla Gesù non è Pietro, ma è la confessione di fede di Pietro.
Della sua vita noi ricordiamo soprattutto alcuni episodi, che ce lo mostrano per quello che era: un uomo di grande passione, pronto alla chiamata di Dio, ma anche debole. Pietro è il primo a credere, il primo a vacillare nella fede, il primo a ritrovare la fede. Lui per primo confessa la fede in Cristo come Figlio di Dio, lui per primo tradisce Gesù nella notte della Passione, lui per primo entra nel sepolcro vuoto.

Al contrario di Pietro, Paolo aveva studiato a Tarso, sua città natale, ed era stato discepolo a Gerusalemme di Gamaliele, uno dei più importanti maestri ebrei del tempo.

Paolo, il cui primo nome era Saulo, come il primo re di Israele, non conobbe il Signore in vita, ma lo vide solo in visione. In principio era stato, da fervente fariseo, uno strenuo oppositore della Chiesa, e si convertì a Cristo dopo una visione avuta proprio mentre si recava, con lettere di accompagnamento dei sacerdoti di Gerusalemme, a fare arrestare i cristiani di Damasco. Anche Paolo è un uomo di grande passione: si occupa senza risparmio delle sue comunità, procurandosi da vivere con il mestiere di tessitore di tende, e rischiando più volte la vita a causa della sua predicazione.

Probabilmente, proprio il loro carattere passionale (in senso buono) accomuna questi due Apostoli: nella Chiesa non c’è posto per i tiepidi, non c’è posto per chi vuole servire a Dio e al mondo. Pietro e Paolo mettono in primo piano Cristo. Per loro non c’è niente di più importante: nessun precetto è più importante di Cristo, nessun “canone” è più importante di Cristo, nessun segno esteriore.

“Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente”, dice Pietro. E Cristo è il fondamento della Chiesa, ci insegna Paolo. E “nessuno può porre un fondamento diverso”.
Noi siamo chiamati così a professare la fede di Pietro e Paolo: la fede nel Cristo, Figlio del Dio Vivente e fondamento su cui è edificata la Chiesa.

Finché la fede dei cristiani rimarrà fondata su questa roccia, le porte dell’Ade non prevarranno contro di essa, come non prevarranno sulla Chiesa, perché essa è fondata sul Cristo Risorto dai morti, il Dio Vivente. Se però la fede dei cristiani si spegne e diventa tiepida, se  sostituiamo Cristo con un altro fondamento, per quanto possa essere nobile, allora noi non siamo più la vera Chiesa. Allora si ripeterebbe in noi il peccato dei Progenitori, poiché ciò che non è fondato in Cristo è fondato sull’uomo, e ciò che è fondato sull’uomo è pula sparsa al vento.

(Omelia del 29 Giugno / 12 Luglio 2016)